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Quattro formaggi cremosi nuovi al banco del Centro

Taleggio, gorgonzola, roquefort e nuvola di capra: quattro forme nuove al banco di Piazza Kennedy. Cosa sono, con cosa stanno bene e come si tengono a casa.

Formaggi al taglio e salumi sul tagliere di casa

Il banco dei formaggi del Centro si allarga di quattro forme, e non sono arrivate insieme per caso: sono tutte paste molli o erborinate, la famiglia che in una norcineria si trova più di rado. Chiedono spazio, temperatura e rotazione — cioè le tre cose che un banco piccolo non può permettersi se non vende. Adesso vende.

Le abbiamo scelte una a una, assaggiando la forma prima di prenderla. Quello che segue è quanto basta per orientarsi al banco senza dover chiedere tutto, anche se chiedere resta il modo migliore.

Le quattro forme, in breve

Taleggio
Pasta molle di latte vaccino, crosta lavata. Dolce da giovane, deciso dopo
Gorgonzola
Erborinato vaccino, nella versione dolce e cremosa da cucchiaio
Roquefort
Erborinato di latte di pecora, stagionato in grotta. Sapido, pungente, salato
Nuvola di capra
Pasta fresca caprina, acidula e leggerissima. La più delicata delle quattro

Taleggio e gorgonzola: le due che tutti conoscono

Sono le due che vendono di più e le due che più spesso si comprano male. Il taleggio va chiesto guardando la crosta: se è ancora chiara e appena umida la pasta sarà compatta e dolce, se ha virato all'arancione il formaggio ha lavorato e sotto sarà molto più intenso. Non c'è una versione giusta — c'è quella che serve a voi quella sera.

Il gorgonzola che teniamo è il dolce, quello che si prende col cucchiaio e non con il coltello. In cucina si scioglie senza fare grumi ed è quello che rende una polenta o un risotto senza bisogno di panna; a crudo, su una fetta di pane tiepido, non ha bisogno di altro.

Formaggi al taglio e crudo affettato sullo stesso tagliere
Una forma la compri due volte: la prima quando la assaggi dal produttore, la seconda quando la tagli al banco e vedi se ha mantenuto.

Il roquefort, e perché sta in un banco marchigiano

È l'unico dei quattro che non è italiano, e la domanda arriva puntuale. La risposta è che al banco serviva un erborinato salato e pungente, e in quella direzione il roquefort è difficile da battere: latte di pecora, stagionatura in grotta, una sapidità che regge il confronto con qualunque cosa gli si metta accanto.

Sta benissimo dove il gorgonzola sarebbe troppo morbido: con il miele di castagno, con le noci, dentro un burro montato per accompagnare una carne alla brace. Chiedetene poco alla volta — è un formaggio che si consuma lentamente e non guadagna nulla a restare in frigorifero.

La nuvola di capra

La più delicata, e la più stagionale nel modo di usarla: fresca, acidula, quasi soffice. Va mangiata giovane e va tenuta poco. Con un filo d'olio e il pepe è un antipasto finito; con le confetture del banco — quella di cipolla, quella di fichi — diventa il tagliere di fine pasto senza altro lavoro.

Come li abbiniamo

  • Miele di castagno sul roquefort, e miele di acacia sulla nuvola di capra: il primo regge il salato, il secondo non copre l'acidità.
  • Confetture di cipolla o di fichi con il taleggio maturo.
  • Un rosso non troppo strutturato con il gorgonzola: la pasta grassa vuole acidità, non tannino.
  • Pane tiepido, sempre. Un formaggio molle su un pane freddo perde metà del profumo.
L'angolo dei vini in bottega, con le forme sugli scaffali alti

Come si tengono a casa

Il frigorifero è necessario ma non basta: quello che rovina un formaggio molle è la pellicola aderente, che gli toglie l'aria e gli fa prendere l'odore del frigo. Meglio la carta in cui ve lo incartiamo, in un contenitore chiuso male apposta, nel ripiano meno freddo.

E mezz'ora fuori prima di portarlo in tavola. È l'unico consiglio che vale per tutti e quattro, e quello che quasi nessuno segue.

Dove trovarli

Al banco di Taccalite Centro, in Piazza Kennedy. Si assaggia prima di comprare — per le paste molli è l'unico modo serio di scegliere.

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