Tradizione20 giugno 2026 · 3 min di lettura
La nostra porchetta, tutti i giorni tranne la domenica
Esce calda dal forno ogni mattina, affettata al banco o intera da portare a casa. Come nasce, a che ora conviene passare e perché conviene prenotarla il giorno prima.

La giornata della porchetta comincia il giorno prima. Nel pomeriggio, quando la saracinesca è già mezza abbassata e in laboratorio resta accesa solo la luce sopra il tavolo, la porchetta del mattino dopo è lì che aspetta: aperta, condita, legata stretta e pronta per il forno. Da fuori sembra l'ora più tranquilla della giornata. Dentro è quella che decide come andrà il giorno dopo.
È un appuntamento che in famiglia si ripete da tre generazioni, e che nella sostanza non è mai cambiato. Sono cambiati i forni, sono cambiate le persone dietro al banco, è perfino cambiato il modo di ordinarla — adesso si può fare dal sito. Non è cambiata l'ora in cui esce, né il fatto che di solito, prima di sera, non ne resta niente.
Il condimento, e la parte che non si vede
La preparazione è la parte lenta. La carne va scelta, disossata e aperta; poi arriva il condimento, che è la sola cosa di cui in bottega non si parla volentieri: sale, pepe, aglio, finocchio e il rosmarino, in proporzioni che non stanno scritte da nessuna parte se non nelle mani di chi le fa da quarant'anni.
Poi si lega, e questo è il passaggio che nessuno associa alla porchetta. Giro dopo giro, stretto, perché in cottura la carne si ritira: se la legatura è larga il rotolo si apre, i succhi se ne vanno nella teglia e la cotenna non tira più. È la cosa che si vede meno nel prodotto finito ed è quella che lo decide.
La porchetta non si fa la mattina. La mattina si tira fuori dal forno: tutto il resto è già successo il giorno prima.
Alle sette il forno è già acceso
Il negozio apre con il forno in funzione da ore. La cottura è lunga e bassa — serve tempo perché il grasso si sciolga e la carne resti morbida — e sale solo alla fine, perché la cotenna diventi croccante invece che dura. È il momento della giornata in cui dal forno non ci si allontana.
Nello stesso forno, insieme alla porchetta, vanno le teglie del giorno: pollo e coniglio marinati con le erbe, i peperoni, le olive. Chi passa verso le nove trova tutto insieme, ed è il motivo per cui la mattina davanti al banco si fa un po' di coda.

Affettata o intera
Sono due prodotti diversi più di quanto sembri. Affettata la tagliamo noi al momento, nella quantità che serve, e si porta via pronta: è quella che finisce nel panino la sera stessa. Intera è il pezzo unico, legato, che si porta a casa e si taglia lì — regge molto meglio se deve aspettare qualche ora, ed è l'unica scelta sensata quando si è in tanti.
L'intera parte da tre chili. Non è una regola commerciale: sotto quel peso non c'è un rotolo da legare che stia insieme in cottura, e quello che ne uscirebbe non somiglierebbe a una porchetta.
Come prenotarla
Non serve un anticipo e non serve una formula particolare: basta dirci come la volete, quanti chili e per quale giorno. La prenotazione si fa dalla pagina dedicata oppure per telefono, il giorno prima — è l'unico modo per essere sicuri di trovarla.
- Quando
- Tutti i giorni tranne la domenica, calda dal forno
- Dove
- Al banco della gastronomia, in entrambe le botteghe, finché c'è
- Come
- Affettata al banco, oppure intera da tre chili in su
- Entro quando
- Il giorno prima del ritiro
- Prenotazioni
- Dalla pagina della porchetta o per telefono, senza anticipo
Come chiederla al banco
- Alta o bassa. La fetta alta resta più morbida, quella bassa fa più crosta: se è per un panino, chiedila bassa.
- Con la cotenna o senza. Non è una domanda scontata: c'è chi la vuole tutta e chi la lascia sul tagliere.
- In un pezzo solo. Se la prendi la mattina per la sera, prendila intera: si taglia dopo e resta più succosa.
- Quanta. Per un panino a testa contiamo circa un etto e mezzo a persona; per un tagliere in mezzo alla tavola, il doppio.
Se arrivi tardi e non ne trovi più, non è una scusa: ogni giorno se ne prepara una quantità, e quella è. Prenotare il giorno prima è l'unico modo per non doverci credere sulla parola.
Vuoi assaggiare di persona? Passa in bottega — trovi indirizzi e orari nella pagina dei negozi — oppure prenota un tavolo.


